• Studio I.F.P Milano

CHE COS’È L’E.M.D.R.?

di Susanna Lupo


Per E.M.D.R., “Eye Movement Desensitization and Reprocessing” - Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari - si intende una tecnica psicoterapeutica evidence based nata nel maggio del 1987 grazie alla sua fondatrice, Francine Shapiro. Ella osservò, durante una passeggiata nel parco, come il movimento rapido dei propri occhi, unito alla rievocazione di ricordi e pensieri disturbanti, favorisse la progressiva riduzione del disagio provato. Nello stesso anno Francine Shapiro condusse le prime ricerche su soggetti che presentavano sintomi del Disturbo Post Traumatico da Stress, pubblicandone nel 1989 i risultati su una numerosità importante di casi.

Nel 1993 F. Shapiro ha sottolineato simili effetti di elaborazione anche con altre forme di stimolazione bilaterale (tattile, acustico, luci) avessero effetti positivi. Ciononostante, i movimenti oculari possiedono una capacità unica di stimolo (Shapiro, 1989a). Pare, inoltre, esserci un possibile legame fra gli effetti dell’EMDR e quelli nella fase di sonno REM, in cui le persone sognano, muovendo rapidamente gli occhi (Neilsen, 1991; Shapiro, 1989a, 1989b), elaborando informazioni fra cui quelle emotive collegate allo stress (Gabel, 1987; Greenberger, Katz, Schwartz e Pearlman, 1992; Winson, 1990, 1993).

Nonostante tale scoperta, forsanche casuale, è noto come, per poter applicare la tecnica, sia fondamentale un training specifico, oltre ad un'adeguata istruzione e talune consulenze per la padronanza dello strumento (Luber, 2009). In Italia, il centro per formare gli operatori è l’Associazione E.M.D.R. per l’Italia.

L’E.M.D.R., attualmente, gode di numerosi studi a suo supporto (per questo, evindence based) sottolineandone l’efficacia per il trattamento di numerose psicopatologie, o disagi psichici, anche legati ad esperienze traumatiche, siano esse Traumi (eventi di vita specifici che hanno coinvolto il soggetto, quali disastri naturali, lutti, ecc.) o traumi, ovvero traumi relazionali, pattern ripetuti di esperienze precoci in contesti famigliari disfunzionali.

Francine Shapiro scrive (2000): “Quando una persona subisce un grave trauma psicologico, sembra che avvenga uno squilibrio nel sistema nervoso, forse causato da cambiamenti a livello dei neurotrasmettitori o nei livelli di adrenalina e così via. A causa di questo squilibrio, il sistema non è in grado di funzionare e l’informazione acquisita nel momento dell’evento, incluse le immagini, i suoni, l’emotività e le sensazioni fisiche, viene conservata a livello neurologico nel suo stato disturbante. Perciò, il materiale originario conservato nella sua forma originale disturbante ed eccitatoria continua a essere innescato da tutta una gamma di stimoli interni ed esterni e si esprime sottoforma di incubi, flashback e pensieri intrusivi”

Vi sono anche dati a sostegno di importanti modifiche, durante la rielaborazione con E.M.D.R., a livello neurofisiologico (Van Der Kolk, 1999).

La psicoterapia E.M.D.R. ha, quale base teorica, il Modello AIP (Adaptive Information Processing, Shapiro, 1995) che sostiene come l’informazione connessa ad esperienze traumatiche non venga completamente elaborata, per questo le percezioni saranno tendenzialmente immagazzinate in memoria come nel momento dell’evento, insieme a pensieri distorti, credenze ed emozioni negative.

Questa tecnica psicoterapeutica, nella versione standard, consiste in otto fasi: anamnesi e concettualizzazione del caso; preparazione del paziente; assessment per comprendere i ricordi target, con le legate emozioni, sensazioni corporee, cognizioni negative; desensibilizzazione attraverso la stimolazione alternata bilaterale; installazione della cognizione positiva; scansione corporea; chiusura; rivalutazione.

È inoltre applicabile con i bambini, con qualche rivisitazione dello strumento.

L’E.M.D.R. è particolarmente efficace ed utilizzata nella Psicologia dell’Emergenza, un settore che si occupa di interventi mirati in situazioni di calamità ed emergenze, anche collettive. Studia, infatti, il comportamento individuale e comunitario in situazioni di crisi emergenziale. Per questo è risultata fra i trattamenti di elezione durante la Pandemia da COVID-19, che ha colpito e tuttora continua a colpire tutti noi, terapeuti inclusi, anche a causa della Traumatizzazione Vicaria.

In particolare Gary Queen ha condiviso specifiche informazioni rispetto a come affrontare le reazioni acute riconducibili alla Pandemia in corso, mediante operazioni di stabilizzazione e di abbassamento dell’arousal, che possono favorire la decompressione dei principali punti salienti che il sistema personale sta costruendo (Sacchezin, 2021).