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"Travolgente e terrificante": l'aumento dell'ansia climatica

Sale la preoccupazione per la salute mentale dei giovani, particolarmente colpiti dalla realtà della crisi climatica


‘OVERWHELMING AND TERRIFYING’: THE RISE OF CLIMATE ANXIETY - EXPERTS CONCERNED YOUNG PEOPLE’S MENTAL HEALTH PARTICULARLY HIT BY REALITY OF THE CLIMATE CRISIS


The Guardian - By Matthew Taylor and Jessica Murray - Feb. 10, 2020



Quando nel 2020 gli incendi boschivi hanno devastato l’Australia, il ventenne Clover Hogan, intervistato nell’articolo, racconta di essersi ritrovato a piangere durante il giorno e a svegliarsi di notte in preda al panico. Prima di trasferirsi nel Regno Unito, lo studente è infatti cresciuto nel Queensland, facendo il pieno di fauna selvatica del paese, pescando rane dal gabinetto e schivando serpenti appesi al soffitto. Solo alla vista delle immagini strazianti di quanto stava succedendo nella sua terra natale è scoppiato a piangere. Il momento peggiore è stato quando ha saputo della morte di mezzo miliardo di animali, inceneriti, mentre gli incendi si diffondevano nella boscaglia, racconta, “quello è stato il momento in cui ho sentito il mio cuore spezzarsi in mille pezzi. Ero assolutamente sconvolto”.

L'impatto fisico della crisi climatica è impossibile da ignorare, ma gli esperti stanno diventando sempre più preoccupati per un'altra conseguenza meno ovvia dell'emergenza: lo sforzo che sta mettendo a dura prova il benessere mentale delle persone, in particolare dei giovani.

Fino a quattro anni fa il dottor Patrick Kennedy-Williams, uno psicologo clinico di Oxford, aveva trascorso la sua carriera curando comuni problemi di salute mentale, tra cui ansia, depressione e traumi. Poi è iniziato ad accadere qualcosa di nuovo. Scienziati del clima e ricercatori di Oxford hanno iniziato a rivolgersi a lui chiedendogli aiuto. "Si trattava di persone che stavano essenzialmente affrontando una raffica di informazioni negative nel loro lavoro... e più si occupavano del problema, più si rendevano conto di cosa doveva essere fatto, più sentivano di non avere sufficienti capacità per attuare un cambiamento significativo (…). Le conseguenze di questo possono essere piuttosto gravi: ansia, burnout e una sorta di paralisi professionale", racconta. Il dr. Kennedy-Williams ha iniziato così a fare ricerca sull'argomento e si è reso conto che non erano solo scienziati e ricercatori a soffrirne: "c'è un enorme bisogno tra i genitori, ad esempio, che chiedono supporto su come parlare ai propri figli della crisi climatica".

Inizialmente, lo psicologo pensava che la maggior parte dei giovani coinvolti sarebbero stati in età adolescenziale. Ma presto avrebbe scoperto livelli preoccupanti di stress e ansia legati all'ambiente, anche in bambini molto più piccoli. “Quello che mi ha sorpreso di più è quanto presto inizino la consapevolezza e l'ansia. Mia figlia aveva solo sei anni quando è venuta da me e mi ha detto «Papà, stiamo vincendo la guerra contro il cambiamento climatico?». Mi ha davvero mostrato l'importanza come genitore di essere preparato ad affrontare l’argomento, in modo da poter rispondere nel modo migliore".

Per lui, non c'è modo di proteggere completamente i giovani dalla realtà della crisi climatica, ma anzi sostiene che, anche se fosse possibile, sarebbe controproducente. Piuttosto, i genitori dovrebbero parlare con i propri figli delle loro preoccupazioni e aiutarli a sviluppare la consapevolezza di poter mettere in atto dei cambiamenti che, per quanto piccoli, possono fare la differenza.

Per Kennedy-Williams, affrontare "l'ansia per il clima" e affrontare la crisi climatica stessa sono intrinsecamente collegati. “La cosa positiva dal nostro punto di vista come psicologi è che ci siamo presto resi conto che la chiave per la cura per l'ansia climatica è la stessa della cura per il cambiamento climatico: l'azione. Si tratta di uscire e fare qualcosa che sia utile.”

Al di là dell'ansia climatica – la paura che l'attuale sistema stia spingendo la Terra oltre i suoi limiti ecologici – gli esperti avvertono anche un forte aumento dei traumi causati dall'esperienza di disastri legati al clima. Nel sud del mondo, tempeste, incendi, siccità e ondate di caldo sempre più intense hanno lasciato il segno non solo sul piano fisico ma anche sul benessere mentale di milioni di persone.

Per Elizabeth Wathuti, un'attivista per il clima del Kenya, l’esperienza di ansia per il clima non riguarda tanto il futuro, ma il presente. "Le persone nei paesi africani sperimentano l'eco-ansia in modo diverso perché il cambiamento climatico per noi riguarda l’impatto che stiamo già vivendo ora e la possibilità che la situazione peggiori", afferma. Per esempio, una preoccupazione comune tra gli studenti con cui lavora è "non moriremo di vecchiaia, ma a causa del cambiamento climatico".

Anche nel Regno Unito, un recente studio dell'Agenzia per l'ambiente (AEA) ha rilevato che le persone che subiscono condizioni meteorologiche estreme come tempeste o inondazioni hanno il 50% in più di probabilità di soffrire di problemi di salute mentale, inclusi stress e depressione, per anni dopo l’evento. Più di 1.000 psicologi clinici hanno firmato una lettera aperta in cui si evidenzia l'impatto della crisi sul benessere delle persone e prevedono "traumi acuti su scala globale in risposta a eventi meteorologici estremi, migrazioni forzate e conflitti". Esperti di tutto il mondo si sono organizzati per formare dei gruppi di ricerca e trattamento per il numero crescente di persone coinvolte nella crisi in corso, cercando di aiutarle a passare dalla paura e la paralisi all'azione.

Come psicologi, siamo oggi chiamati a riflettere urgentemente sull’impatto che la crisi climatica ha sulle nostre vite, presenti e future. Per gli adolescenti e i giovani adulti in particolare, confrontarsi con l’idea di un futuro instabile e imprevedibile, perché stravolto dai devastanti effetti del cambiamento climatico, può rendere più complesso il processo di costruzione di una propria identità, dato che questa è ora contraddistinta da un senso di incertezza e paura del destino proprio, dei propri cari e delle sorti del mondo intero. È quindi necessario studiare in maniera approfondita la questione per sviluppare interventi di prevenzione e trattamento del disagio legato alla crisi climatica e recuperare il ritardo che è stato accumulato relegando la problematica a preoccupazione futura. La crisi climatica, e con questa l’ansia, sono già qui.


Come affermato dal dr. Kennedy-Williams, per i genitori può essere difficile affrontare con i propri figli l’argomento della crisi climatica e le loro preoccupazioni. Per questo, gli autori dell’articolo propongono alcuni suggerimenti:

«Ricorda che non è necessario essere un esperto di clima Va bene imparare insieme. Se tuo figlio fa una domanda a cui non sai rispondere immediatamente, proponi una riflessione: “Che bella domanda. Lasciami il tempo di informarmi, in modo da poter rispondere correttamente".

Cerca di validare, piuttosto che minimizzare, le emozioni dei bambini Se i bambini esprimono ansia, è molto meglio dire: "Va bene sentirsi preoccupati. Ecco cosa possiamo fare al riguardo", piuttosto che dire: "Non preoccuparti. È tutto a posto". Cerca sempre di sostenere questa emozione con suggerimenti su come mettere in atto azioni positive.

Le informazioni negative colpiscono più duramente I fatti negativi o minacciosi tendono a risuonare più forti e quindi rimanere impressi nella mente. Cerca quindi di bilanciare una notizia negativa con tre notizie positive. Tieni pronti alcuni esempi di buone notizie relative al clima, ad esempio progetti di sostenibilità di successo.

Per i bambini più piccoli, rendi la cosa vicina e tangibile Suggerisci raccolte di rifiuti ed eventi scolastici. Con gli adolescenti, incoraggiali a partecipare a un livello più alto: aiutali a scrivere a un politico, a prendere parte alle proteste e a unirsi alle associazioni e alle campagne locali.

Stabilite obiettivi pratici come famiglia e seguiteli Registrate e celebrate insieme i vostri successi climatici (anche usando un pezzo di carta attaccato alla porta del frigorifero). Rafforza il messaggio che le piccole azioni possono fare una grande differenza.»



Traduzione e commento di Marlene de Fabritiis